Ottimo Standing: ma che vuol dire? (con video)

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La prima impressione, il dress code, il linguaggio non verbale, il modo di porsi e tutto ciò che serve per essere pronti ad ogni imprevisto sono tutti elementi che concorrono a formare l’opinione del selezionatore. Uno dei principali errori che i candidati commettono è proprio quello di sottovalutare tutti quegli elementi…

Per cancellare una prima impressione negativa, secondo alcuni recruiter, sono necessarie, in media, dieci successive impressioni positive. Nel caso del colloquio di lavoro, il candidato non avrà nemmeno una seconda possibilità per correggere il tiro, quindi la chiave di tutto è non arrivare impreparati.

Quante volte, ad esempio, nella vita di tutti i giorni, quando si incontra qualcuno per la prima volta si afferma o si sente dire frasi come, ad esempio, Quella persona mi ha fatto una buona o una cattiva impressione. La prima impressione è quella “sensazione a pelle”, difficile alle volte da rimuovere tanto che, spesso, nelle fasi successive del rapporto facciamo di tutto per trovare conferme alla nostra prima impressione. I recruiter, a volte, utilizzano l’espressione, impiegata nel settore informatico, “Look and Feel” (abbreviata L&F) per dare un giudizio sulla prima impressione.

Il linguaggio del corpo, invece, diviene quindi uno degli elementi determinanti nel processo comunicativo: ogni comportamento è comunicazione e non si può non comunicare.

Un noto studio di Albert Mehrabian ha messo in evidenza quali sono gli elementi di un messaggio che influenzano maggiormente il suo destinatario:

55% Comunicazione non verbale: i movimenti del corpo(postura, espressioni facciali, movimenti braccia)
38% Comunicazione paraverbale: il volume, tono e ritmo della voce
7% Comunicazione verbale: le parole effettivamente pronunciate

Per tale motivo, per quanto risulti importante porre attenzione a tutti i messaggi che emette il proprio corpo, ciò non significa dover rinunciare alla propria spontaneità perché è proprio questo l’elemento che può fare la differenza, tanto durante un colloquio di lavoro, quanto nella vita di tutti i giorni. Occorre, perciò, coltivare determinati aspetti dentro di sé, affinché essi possano avere la forza di manifestarsi all’esterno in modo vero e credibile.

Sono fondamentali, inoltre, il tono, il volume e il ritmo della voce. È consigliabile allenarsi a parlare lentamente e cercare di mantenere la calma, usare lunghe pause, respirare e scandire bene le parole mantenendo un tono medio-alto. Non è importante parlare velocemente, ma comunicare sicurezza e rispondere correttamente e con chiarezza a tutte le domande che vengono poste.

 

Che cos’è allora lo standing? Ma cosa rientra nello standing? A cosa dobbiamo stare attenti?

Nel valutare un candidato ci sarà sempre un punteggio specifico per lo standing specie in quei lavori in cui la relazione con il cliente è particolarmente importante.

Il significato della parola standing racchiude molte cose: prima impressione, modo di porsi e vestirsi, approccio, linguaggio del corpo, sguardo diretto, ecc. ecc.

Ecco un ottimo video di Danilo Curti, manager di Michael Page che conosco personalmente e di cui ho apprezzato molto la chiarezza e la precisione delle spiegazioni. Buona visione!

Estratto del Capitolo 6 del libro “Grazie…le faremo sapere: come affrontare i colloquio di lavoro nelle società di consulenza (e non solo)”, parte relativa a linguagio del corpo, prima impressione e standing

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